Crestan Antichità Restauri

Un mestiere che è ragione di vita ...

Il 20 gennaio del 1986 sorge la bottega di restauro di Andrea Crestan.


Un po' di storia: Il padre di Andrea conosce bene i proprietari di un piccolo immobile proprio a ridosso delle vecchie mura pordenonesi, all'interno della corte di palazzo Policreti, lungo Corso Vittorio Emanuele. Così Andrea acquista l'immobile e, con l'aiuto del padre, lo allestisce per il lavoro che ha deciso di intraprendere: restauratore di mobili antichi.


E i primi lavori affidati sono subito impegnativi, come il restauro dei mobili della chiesa della Santissima, della chiesa del Cristo, e del duomo di San Marco a Pordenone, oltre ai molti mobili che gli vengono commissionati dai privati. Con gli anni Andrea Crestan si occupa del restauro della preziosa mobilia di altre chiese, quali quella di Santa Lucia a Prata, della parrocchia di Roveredo in Piano, e di quella di Murlis. Molti sono anche i privati che nel corso degli anni affidano a Crestan i loro mobili antichi, più o meno pregiati, per rivederli splendere della loro luce originaria in quella piccola bottega stracolma di mobili e oggetti in legno intagliati o intarsiati, nascosta alla visuale dei passanti del corso Vittorio Emanuele ma notissima agli intenditori delle antichità in legno.


Un mestiere che è ragione di vita


Andrea Crestan con la sua bottega artigiana è rimasto l'unico restauratore del centro pordenonese. "Un lavoro che si fa ancora con le mani". I suoi attrezzi, rigorosamente tradizionali, sono tutti disposti lungo la parete di fronte all'ingresso, sopra il banco di lavoro. Decine e decine di vecchie pialle perfettamente funzionanti, trovate in Camia da papà Franco nel corso dei suoi pellegrinaggi, oltre a lime e martelli, a scalpelli e seghe. Andrea dimostra grande dimestichezza nell'utilizzarli, tramandatagli dal padre, che oltre alla competenza nel lavoro gli ha trasmesso anche tutta la sua passione per il legno antico. «Utilizzare ancora queste vecchie pialle, alcune sono antiche, - osserva Andrea Crestan - è come ridare loro la vita. Si pensa a chi le ha utilizzate tanti anni fa. Così come restaurare si rivive il lavoro eseguito dal costruttore, le scelte stilistiche, il materiale utilizzato, l'impegno e la fatica necessaria per costruire un mobile nei secoli scorsi».


Il senso di un lavoro "antico" senza tempo


Il suo è un lavoro senza tempo, dove il tempo, come spiega egli stesso, è uno degli strumenti necessari per il lavoro del restauratore, di cui poter disporre in modo adeguato. Costante è la curiosità per un mestiere come quello di Andrea Crestan anche da parte dei bambini. Non è raro che le scolaresche, che entrano nel cortile di palazzo Policreti per ammirare le vecchie mura di Pordenone, si soffermino ad osservare la bottega dell'artigiano, con i suoi strumenti antichi. «Sono pochi i bambini di oggi che sanno cosa sia una pialla,  Per questo vengono ad osservare con grande curiosità come lavoro, e scoprono una parte della storia del passato che non dovrebbe andare perduta. È qualcosa che lascia un sapore particolare». Con quest'ottica, per il futuro, Andrea Crestan sarebbe lieto di poter organizzare con le scuole pordenonesi piccole visite d'istruzione, di modo che tutti i bambini della zona, che già si recano in visita nelle grandi aziende o i grossi laboratori del territorio pordenonese, possano imparare ad apprezzare la vista, il profumo, le fattezze e le particolari qualità dei un mobili antichi, perché anche in loro cresca la sensibilità per la cura degli oggetti del passato, testimoni di epoche che sarebbe peccato lasciare andare.



Tratto da: "Figli d'arti .. ovvero il passaggio d'impresa" n.2, edito dall'Unione Artigiani e delle Piccole e Medie Imprese della Provincia di Pordenone; St. Ellerani 2003.

Palazzo Policreti in

C.so V.Emanuele a Pordenone con il portico che porta al laboratorio.